Era la sera della vigilia di Natale e i W- men erano riuniti in pace, serenità ed amicizia, sotto la grande tenda, dono di Rugger’One, dove solevano passare i momenti importanti.
Come sempre nessuno mancava all’appello: tutti si apprestavano a festeggiare il santo Natale e attendevano ardentemente il rituale racconto del Professor W.
Quando questi li pregò di riunirsi attorno al grande tavolo, rigorosamente ovale, che campeggiava al centro della grande tenda, lesti i W-men presero posto e si predisposero all’ascolto.
“ Miei cari – disse il Professore – nei momenti di gioia e di pace mi piace tornare indietro col pensiero ad episodi che hanno contribuito a creare un presente roseo e pieno di speranze. Stasera, all’indomani dell’ennesimo torneo di beach rugby vinto sulla base dei tre tempi, vi narrerò del periodo più nero e tremendo che il nostro universo attraversò, un’era nella quale il pallone ovale venne riposto nello scrigno incantato del Signore dei Ciambelli e durante la quale il rugby e i suoi derivati vennero relegati in un limbo maledetto. Non potete ricordarvi di quanto vi dirò perché l’ho rimosso dalle vostre menti per timore che potesse crearvi delle false paure e che i vostri sonni non potessero più essere tranquilli. Ma ora è giunto il momento di narrarvi l’accaduto”

“ Fu in quella occasione che il Sacro Jeppo si erse a difensore dell’Universo conosciuto e lo salvò dal terribile sortilegio del Signore dei Ciambelli e dei suoi perfidi fedeli. La Compagnia dei Ciambelli era agguerrita e composta da terribili individui, molti dei quali conoscete perfettamente, tutti dotati di super poteri e spietati come nessuno al mondo. Erano tutti accomunati da un sentimento odioso, l’invidia, che li faceva scagliare con violenza contro ogni cosa capace di “creare” bellezza e felicità. Era ovvio che un facile obiettivo fosse il rugby, da sempre fonte di ogni sorta di meraviglia.
Una sera il perfido Tshao, consigliere del Signore dei Ciambelli, istruttore del settore giovanile della Compagnia dei Ciambelli, sussurrò all’orecchio del suo Signore un tremendo consiglio.
“ Caro Sire – disse con lingua sibilante – il rugby inizia a fare notizia, le manifestazioni estive ne esaltano lo spirito goliardico, tutti ne parlano e tutti parlano di una compagnia di giovani viandanti che gira il mondo a sue spese per diffondere il verbo del rugby. Dobbiamo porre fine a tutto ciò”
“ E’ vero – intervenne il grasso e menzognero Stoctopus - questa compagnia di viandanti sta dando troppa visibilità al rugby, i miei tentativi di infangarne il nome sono caduti nel nulla (del resto, disse tra sé e sé, bisogna davvero essere una volpe per credere alle mie menzogne, e pensare che ho preferito passare per imbecille pur di metterli in cattiva luce) ed essi continuano a far proseliti in tutto il mondo, dobbiamo fermarli”
Stridula come il gesso che si spezza sulla lavagna si erse la voce della Fata Iris “Bisogna isolarli, sono contagiosi come la peste bubbonica e niente e nessuno riesce ad impedire che la gente li ami incondizionatamente.
Anche io ho tentato di fermarli dopo essere fuggita dalla prigione nella quale mi aveva rinchiuso il Professor W, un ovetto kinder magico. Il mio sortilegio delle mutande di marmo a nulla valse contro questi prodi.”
“ Sono pressocchè invincibili – disse il Grande Salvadanaio, anima nera del Signore dei Ciambelli, capace di assumere qualsiasi volto e qualsiasi forma della quale avesse bisogno – anche le mie proditorie accuse di falsa fatturazione sono cadute nel nulla. La Milizia Galattica che avevo sguinzagliato contro di loro è tornata alla base indossando le loro T – scirt (dicevano proprio così, come un mio antico avo di Neapolis , del quale avevo cancellato il ricordo) “Sembrate un branco di zitelle acide – tuonò il Signore dei Ciambelli – senza offesa per Iris ovviamente!
Ma come, io, il Signore dei Ciambelli dovrei tremare di fronte a un branco di viandanti!!!!!!????? Che si facciano avanti Kate Anello e Piccolo Napoleone, ho già pronto un piano per annientarli”.
I due si fecero avanti e tutti ascoltarono in silenzio il piano del tremendo Signore del Male.
Il giorno dopo Kate Anello organizzò un finto pranzo di beneficenza al quale venne invitato il Professor W con tutta la sua compagnia di viandanti: come sempre, quando si trattava di aiutare qualcuno il Professore e i suoi ragazzi non mancavano mai. La trappola era riuscita perfettamente. Le pietanze erano state trattate con una sostanza capace di ingenerare un rifiuto a giocare a rugby. Si trattava di una ricetta veneta che con un correttivo apportato dalla maga Amelia, che risiedeva sul Vesuvio: impediva a chiunque di aver voglia di giocare a rugby e gli lasciava al massimo la voglia di parlarne e rimuginarci su.
Fu così che dopo il pranzo Piccolo Napoleone, travestito da Commentalo, il nano telecronista, convinse il Professore a dettare delle regole rigide sullo svolgimento delle attività rugbistiche.
Il terzo tempo tornò ad essere quello dell’era dei Ladri del Terzo Tempo. Ma la cosa tremenda era il fatto che i primi due tempi non si giocavano, ma si pensavano!!!! Il giocatore in possesso del pallone pensava ad un’azione da fare e gli avversari dovevano indovinare e poi pensare alla contromossa.
L’arbitro consegnava il pallone a un giocatore e iniziava a declamare dei versi (secondo il Signore dei Ciambelli e il Grande Salvadanaio, ciò dava un tono aulico e serioso al rugby, niente felicità, solo contegno e disciplina) “ Ti passo l’ovale, se corri non vale, puoi solo pensare l’azion che vuoi fare” .
A questo punto il giocatore doveva rispondere con qualcosa di simile “L’ovale hai passato, e io l’ho pigliato, l’azione è pensata, la meta segnata” Insomma un vero interminabile strazio. Il più contento era Piccolo Napoleone che, sotto le vesti di Commentalo, aveva battuto tutti i record di audience con il suo “Cosa pensa Quiz”, che aveva preso il posto delle telecronache delle partite di rugby. Fiorivano dappertutto talk show a tema
rugbistico: “Il Processo del Grande Salvadanaio” era seguitissimo: tutti i partecipanti sfoggiavano sapienza e falso perbenismo. Un altro quiz andava alla grande : “Salta sul carro del vincitore” presentato da Johnny e Mary , che per interi mesi aveva avuto come imbattuto campione tale Martin Banderilla, capace di rispondere alle domande più improbabili. La sua materia preferita era “Vita e Opere di Gonzalo” . Perse il titolo per una subdola domanda trabocchetto del presentatore “Dove si è svolto il Master Finale di Cervia?” “Ma a Lignano Sciabbia D’Oro” disse con sicurezza, protestando vivamente quando gli venne detto che aveva perso.
La Fata Iris era raggiante: come sapete ella era allergica alla vista della biancheria intima che i giocatori sfoggiavano con classe durante il terzo tempo; un terzo tempo pensato era un terzo tempo innocuo per lei.
Stoctopus poteva organizzare insieme a Was Salt tutte le sue manifestazioni noiosissime di rugby pensato. Thsao addestrava il settore giovanile della Compagnia dei Ciambelli, indottrinandolo secondo i voleri del suo Signore, al quale non si doveva mai dire di no.
La situazione sembrava disperata quando il Sacro Jeppo riapparve da uno dei suoi viaggi oltre l’Universo conosciuto. Egli non aveva potuto partecipare al pranzo organizzato da Kate Anello e quindi era rimasto indenne.
Consultò i sacri testi del rugby e trovò subito una scappatoia. Se avesse sfidato Piccolo Napoleone a singolar tenzone ed avesse vinto il Professore e i suoi W-men sarebbero stati liberati dal sortilegio e il rugby giocato sarebbe tornato sui campi di tutto il mondo.
La sfida era su temi di tattica e strategia rugbistica.
Super Jeppo era imbattibile su tutte le questioni riguardanti il rugby a 15.
Ma il Grande Volpino e il Grande Salvadanaio avevano preteso che venissero inserite anche delle problematiche relative al rugby giocato in 9, e su queste Piccolo Napoleone era davvero unico (anzi era l’unico che continuava a credere al rugby in 9)!!!!!!!!!!!
Alla fine della sfida la situazione era in parità.
Bisognava ricorrere agli spareggi.
Il sorteggio della materia apparve subito sfavorevole al Sacro Jeppo: Lingua Italiana.
Piccolo Napoleone sghignazzava palesemente, sentendosi la vittoria in tasca.
Quale situazione migliore di un avversario che parlava il “jepsonaise”. Di meglio poteva capitargli solo Spider Max!!!!!!!!!!!
Il Grande Volpino avrebbe letto le domande e bisognava prenotarsi per la
risposta: al primo errore la sfida si sarebbe risolta a favore dell’avversario.
Il Grande Volpino lesse la prima domanda “Completate la seguente frase: “il fatto che la Nuova Zelanda abbia utilizzato precedentemente questa strategia, non significa che non lo……..facendo adesso”
Piccolo Napoleone premette con sicurezza il pulsante, prenotandosi.
Guardò con ghigno beffardo il sacro Jeppo e disse”Niente di più facile, lo dice anche Commentalo, il famoso telecronista: “ il fatto che la Nuova Zelanda abbia utilizzato precedentemente questa strategia, non significa che non lo…STABBIA …..facendo adesso”
Il Grande Volpino stava per dire esatto quando le risate di tutto il mondo si levarono a seppellire i Signori del Male.

Il rugby pensato tornò a ricoprire il posto che gli era stato riservato, giusto complemento del rugby giocato.
La Compagnia dei Ciambelli e il suo Signore finirono nel girone infernale del CEPU, dove venne loro assegnato un Tutor.
Il rugby giocato tornò su tutti i campi e tutti vissero felici e contenti.
Stoctopus e il Grande Salvadanaio ottennero di poter vendere i gadgets dei
W- men sulle spiagge e durante il terzo tempo, e si dice anche che subirono un’indagine da parte della Milizia Galattica, ma questa, si sa, è un’altra storia.