Era “l’era della lunga pace” dopo la faticosa avventura alla ricerca dello Spirito del Rugby e su Wupland stava per cominciare un nuovo anno scolastico. Tutti, grandi e piccini, trepidavano al pensiero del primo giorno di scuola. Spider Max si chiedeva se anche per l’anno a venire sarebbe stato in grado di rubare i compiti scritti alla Creatura, grazie ai quali era stato promosso in seconda elementare. Cicciolacorriera, invece, si domandava ancora come diavolo aveva fatto ad essere stato bocciato agli esami di prima elementare (“eppure mi ero fatto fare il temino da Spider Max che è stato promosso”, pensava tra sé e ), ma si preparava con entusiasmo alla nuova avventura (era persino andato a scuola di buone maniere dalla Quaglietta Strizza). Psycho discuteva con Speedy Cry sul costo delle lezioni private di Spider Max, Superciuk aveva ultimato la sua tesi di lingua sicula, Super Jeppo copiava da Kocisse gli esercizi di italiano e Bibo con Arianna avevano finalmente superato l’esame di solfeggio e non vedevano l’ora di cominciare a “darci sotto” con ogni sorta di strumenti.  Paperinik, appena giunto dal pianeta Nowhereland, doveva sottoporsi all’esame integrativo per poter frequentare il corso di studi di Wupland. Egli superò con disinvoltura la prova, che in realtà non iniziò nemmeno: i commissari d’esame lo promossero a pieni voti subito dopo la prima domanda, vista la dovizia di particolari con la quale rispose. (La domanda in realtà era “Nome, Cognome e luogo di nascita”, ma dopo la risposta i membri della Commissione iniziarono a domandarsi come facesse il supereroe ad essere mezzo italiano, mezzo argentino e mezzo francese). O’Beach si preparava a discutere la tesi “Ordine e disciplina nell’alimentazione”, l’Uo-Morani invece, aveva scritto a quattro mani (e a quattro piedi) con Kermit Bionico un saggio su “Uso e manutenzione della tenda da campeggio” impreziosita da alcuni passaggi sulla inadeguatezza delle tende da campeggio come luogo di esercizio per la pratica di ventriloquo.

Anche il corpo docente era in pieno subbuglio: Il Venerabile Tanu San era impaziente di presentare il suo programma multidisciplinare, Rugger’One aveva ottenuto la cattedra di “Geografia del Mondo Nuovo, del Vecchio e anche di quello sconosciuto”, Nostar Por per il terzo anno consecutivo sarebbe stato il titolare del corso “Lungometraggio o cortometraggio? Dipende dalla potenza della batteria”, le cui lezioni erano affollatissime.

Insomma l’atmosfera era quella delle grandi occasioni e tutti erano, chi più chi meno, allegri e carichi di energia.

L’unica a mostrare segni di irrequietezza era la Perla. Un velo di sottile tristezza le adombrava lo sguardo e il suo bel sorriso non splendeva da molti giorni sull’isola felice di Wupland. Il Principe Sirenetto era fortemente preoccupato ed aveva provato a parlare alla sua amata, senza tuttavia ottenere nulla. La giovane stava frequentando anch’essa un corso di preparazione alla Scuola di Wupland, ma sorprendentemente i risultati non erano brillanti come tutti si aspettavano.

La giovane, che proveniva da altro pianeta, non aveva raggiunto la sufficienza in nessuna delle materie. Qualcuno ipotizzava delle difficoltà con la lingua ufficiale di Wupland, ma fatto stava che ad ogni domanda ella era in grado di dare sempre la stessa identica risposta, che era, ovviamente, sbagliata.

“Chi fu il primo W-man?” “Cicciodinonnapapera

“Chi è il Presidente della Federazione Italiana Rugby?” “Cicciodinonnapapera

“Chi impedì l’invasione degli Uomini Trave?” “Cicciodinonnapapera

Insomma “Cicciodinonnapapera sembrava essere l’unica parola del vocabolario di Wupland che la ragazza conoscesse.

Super Jeppo decise di approfondire la questione e la convocò per un colloquio.

Scoprì così che la ragazza aveva attentamente ascoltato le discussioni dei W-Men durante l’estate precedente e si era accorta che la risposta ad ogni domanda era quella che lei prontamente dava ai Professori. “Cicciodinonnapapera”.

Jeppo sorrise e abbracciò la ragazza., che scoppiò in lacrime.

“Come farò a raggiungere il sapere, come potrò non sfigurare davanti al mio Sirenetto, a Silver Sola, al Venerabile Tanu San. E i miei compagni che diranno di me…..

Super Jeppo la interruppe e fu a quel punto che apparve il Professor W: “Cara figliola,  la soluzione al tuo problema è a portata di mano, ma non è facile. Se vuoi giungere al sapere devi scalare il Monte Bocconi- disse indicando la montagna alle sue spalle- . Giunta in cima avrai ben chiare le cose fondamentali del sapere e potrai vivere pienamente la tua esistenza su Wupland” e dicendo così sparì.

“Scalare il Monte bocconi? – pensò la Perla – ma sarà faticosissimo e poi a cosa dovrebbe servire?”

Per quanto non fosse per nulla convinta decise di seguire le indicazioni del Professor W e, la notte successiva, si diresse verso le pendici del Monte e prese a scalarlo “bocconi”.

Infatti la nostra giovane Perla non aveva ancora la piena padronanza della lingua di Wupland e aveva mal interpretato le parole del Professor W.

La Scalata era ovviamente faticosissima e piena di insidie. Ma la giovane non si perse d’animo. Pensava costantemente, metro dopo metro, graffio dopo graffio, a quando sarebbe giunte sulla sommità del Monte e di come avrebbe poi potuto vivere serenamente in mezzo a quelli che lei considerava i suoi migliori amici e accanto alla persona amata.

Il tempo passava lento e inesorabile, 4 lunghi anni erano trascorsi da quando la Perla aveva iniziata la sua scalata al Monte del Sapere.

Finalmente un giorno, proprio all’albeggiare, dopo una intera notte insonne passata ad avanzare bocconi  lungo l’ultimo ripido pendio La Perla giunse in cima.

Sfinita, ma sorridente come sempre, si alzò in piedi, agitò le gambe intorpidite e ferite profondamente e iniziò a guardarsi in giro: “Dove sono le risposte, dov’è il sapere per il quale ho tanto sofferto, cosa so adesso in più di ciò che sapevo prima di partire?”

L’angoscia stava per impossessarsi della bella giovane quando una luce brillò da una caverna proprio di fronte a lei. Attirata dal bagliore la giovane entrò senza esitazione dentro la caverna, la percorse seguendo la luce e giunse in una grande stanza. Con grande sorpresa si trovò di fronte a tutti i W-Men e al Professor W.

“Ti aspettavamo mia diletta” disse il Professore  e un grande applauso si levò dal fondo della caverna. I W-men tutti applaudivano La Perla che, arrossendo, chiese: “Ma perché applaudono. Cosa ho fatto per meritare un tale tributo?”

Vedi Perla, tu hai raggiunto un traguardo a te sconosciuto con forza e determinazione, senza fermarti davanti alle difficoltà. Hai scalato il Monte del Sapere in condizioni tremende, avendo mal interpretato il mio messaggio. Ma non hai mollato, nemmeno un attimo, l’idea di arrivare fino alla fine, per quanto duro fosse il cammino. E pensavi al momento in cui avresti riposato, sola, in cima al Monte, giunta finalmente a destinazione. Ma un vero successo, un successo che ti è costato fatica e sudore, deve vederti attorniata dalle persone che ti vogliono bene. Vedi loro sanno che questo lungo cammino lo hai fatto epr poter vivere in mezzo a loro conoscendone valori, abitudini e tradizioni. Ecco, adesso le conosci: tutti i W-Men praticano il rugby e durante ciascun minuto di ogni partita pensano solo al traguardo da raggiungere, al sapore della vittoria, quando stanchi gioiranno, in silenzio o urlanti, dentro lo spogliatoio o a bordo campo. E in quel momento saranno un po’ soli con sé stessi e un po’ in compagnia dei propri compagni di battaglia. E così solo riescono ad andare avanti anche dopo una botta tremenda o una meta subita a “freddo”, solo col pensiero di giungere al traguardo.

Era questo tutto il sapere di cui avevi bisogno per stare in mezzo a noi. Adesso goditi il tuo successo, sentiti un po’ sola e un po’ “in compagnia”,  ridi  e canta, ma continua ad assaporare dentro di te il gusto della conquista.

E La Perla corse ad abbracciare il Sirenetto e la festa ebbe inizio e durò per giorni e giorni. Si narra che durante quel “terzo tempo” ebbero luogo  epiche sfide canore tra O’Beach e un intero coro di abitanti del vicino paese di Wale-town, interminabili danze che culminavano in indimenticabili “Padre Abramo” guidati da Nostar Por. Si racconta che Silver Sola andasse e tornasse dai posti più reconditi dell’Universo, in cinque minuti, per accontentare le richieste più strane della festeggiata; bastava che l lei dicesse:“Mi piacerebbe assaggiare quel dolce tipico di Vattelapesca” e iil viaggiatore siderale era già partito in sella al suo taxi galattico;   si vocifera di riti magici e di una partita a touchè in chiusura, si racconta pure del sacrificio di Nostar Por per dei bimbi, che a tutti i W-men erano, come dire, familiari, anche se non li avevano mai visti,  ma questa, si sa, è un’altra storia