Da
lungo tempo ormai la vita nell’ultraspazio scorreva serena e felice:
Wupland era fiorente come non mai, la “birra” allietava le serate
dei W-Men, che ogni sera si riunivano sotto la tenda cosmica dono
di Rugger'One ed ascoltavano, pieni di interesse, i racconti del
Professor W, di Nostar Por, del Sirenetto e di O’Beach. Anche Silver
Sola, ogni tanto, si proponeva come narratore, ma tutti i W-men
si rompevano le scatole, in quanto i suoi racconti duravano 5 minuti,
refuso di un tempo passato.
Quella
sera, dietro pressanti richieste di tutti i Supereroi, il Professor
W decise che era venuto il tempo di raccontare le gesta del più
attempato e schietto degli amici dei W-Men: Rugger'OneRizz.
“Correva
la quarta era siderale e Rugger'One era un giovane guerriero del
Pianeta Scrivia. Si era distinto per la sua poliedricità, per la
sua rara capacità di rivestire i ruoli più disparati e per la sua
innata voglia di viaggiare da una parte all’altra dell’universo.
Il
suo valore in battaglia era riconosciuto da tutti, compagni e avversari,
così come la sua grande voglia di conoscere gli abitanti dell’universo
e di convertirli all’uso di una bevanda magica, il fluidus morettus,
che ormai voi tutti conoscete bene.
Il
suo grande cuore e la sua grande passione per la palla ovale lo
resero ancor più famoso nell’universo conosciuto. Non vi era torneo
o manifestazione che non lo vedesse parte attiva. Anche quando si
recava alle partite da semplice spettatore finiva per rivestire
un ruolo essenziale, e ciò lo rendeva pressoché insostituibile.
Ma
il destino gli riservava una prova che lo avrebbe consacrato nella
storia come colui che salvò l’universo dalla più grande minaccia
mai vista fino ai nostri giorni, al cui confronto gli attacchi del
Signore dei Ciambelli sembrerebbero gli scherzi di carnevale di
un ragazzino in erba.
Durante
una delle missioni dell’esercito intergalattico attraverso uno schermo
spazio temporale, il malefico Signore del Pianeta Tronco mise in
atto il proprio piano perla conquista di tutti i pianeti abitati
e conosciuti.
Rugger'One
era rimasto sul Pianeta Scrivia, in quanto impegnato ad arbitrare,
organizzare e giocare un torneo di rugby e ad essere protagonista
del relativo terzo tempo, oltre ad aver provveduto alla sistemazione
logistica dei partecipanti e alle bevande (anzi, ALLA bevanda).
In
sostanza era l’unico membro dell’esercito che non si era aggregato
a quella che tutti definivano la “missione a tempo”. Il viaggio
attraverso lo scudo spazio temporale, infatti, aveva una durata
prefissata, e non era possibile, per alcun motivo, tornare indietro
né prima né dopo il tempo prestabilito.
Ciò
costituiva per il perfido Sovrano del Pianeta Tronco un’imperdibile
occasione. Attaccare l’universo senza in totale assenza di difese.
Il
piano era perfido e geniale allo stesso tempo.
Gli
abitanti del Pianeta Tronco erano i temibili “Uomini – Trave”, che
avevano la capacità entrando in contatto con un qualunque oggetto
di legno, di animarlo e controllarne la volontà. In sostanza, potevano
moltiplicare le loro forze “ad libitum” ed essere praticamente
invulnerabili
Il
piano prevedeva l’invasione dei pianeti e l’annientamento dell’esercito
al rientro dalla “missione a tempo”.
L’invasione
iniziò immediatamente. Uno dietro l’altro i pianeti caddero nelle
mani delle milizie degli uomini trave.
Il
pianeta Scrivia venne attaccato per ultimo, solo per ragioni di
distanza. Era, infatti, il più lontano dal Pianeta Tronco.
Al
giungere delle prime notizie dell’invasione degli uomini trave il
prode Rugger'One non si perse d’animo. E’ vero, era l’unico soldato
rimasto in tutto l’universo, ma era attorniato da tanti giovani
rugbisti che, opportunamente “attrezzati” e guidati potevano costituire
un baluardo solido contro l’invasione, per resistere almeno fino
all’arrivo delle milizie.
Rapidamente
studiò un piano: in primo luogo rispolverò l’antica ricetta che
il Druido Zibanix gli aveva donato alla fine di un torneo vinto
durante uno dei suoi viaggi col camper spaziale. Si trattava di
far bollire del “fluidus morettus” dentro un paiolo aggiungendo
delle bacche selvatiche e della “polenta concia”: la pozione, una
volta pronta, avrebbe reso fortissimi e coraggiosissimi tutti coloro
che l’avessero bevuta. La preparò rapidamente e la fece bere ai
giovani rugbisti: sarebbero stati loro la sua “milizia”.
In
secondo luogo fece raggruppare tutti gli oggetti di legno al centro
del piazzale di una antica fabbrica abbandonata: l’idea era quella
di attirare gli uomini –trave nello stesso posto per tendere loro
un agguato. Rugger'One aveva anche contattato il cugino del Pifferaio
Magico, che era corso in suo aiuto. Egli, diversamente dal più famoso
cugino, non riusciva ad incantare i topi, ma era veramente prodigioso
il controllo che esercitava sui tarli. Era, infatti, titolare della
più grande azienda di disinfestazione dai tarli di tutto l’Universo
conosciuto.
Se
l’agguato avesse funzionato un duro colpo sarebbe stato inferto
alle milizie degli uomini trave e forse avrebbe consentito ai prodi
di Rugger'One di resistere fino all’arrivo dei rinforzi.
Tutto
era pronto.
Al
calar della sera le orde degli uomini trave presero d’assalto il
piazzale: i giovani guerrieri guidati da Rugger'One erano mimetizzati
perfettamente e avevano circondato il piazzale, blocanndo tutte
le possibili vie di fuga. Il cugino del Pifferaio Magico era pronto
a scatenare milioni di tarli contro i temibili uomini trave e Rugger'One
era pronto anche al corpo a corpo pur di impedire che il pianeta
cadesse nelle mani del Signore del Pianeta Tronco.
Non
appena gli uomini trave invasero il piazzale scattò la trappola:
tutti cancelli vennero chiusi, le uscite di sicurezza, barricate.
I giovani guerrieri impedivano con la forza agli uomini trave di
allontanarsi. Tuttavia le forza avversarie crescevano in quanto
gli oggetti di legno prendevano vita e attaccavano con forza le
barricate.
Rugger'One,
alla guida del camper spaziale, sul retro del quale suonava il cugino
del Pifferaio, girava attorno al piazzale seguito da uno sciame
di tarli infuriati e affamati, che si lanciavano sul primo oggetto
di legno che vedevano.
Fu
una battaglia epica. Il Signore del Pianeta Tronco, alla testa del
suo esercito, non si dava tregua, e tentava di aprirsi un varco
per la fuga.
La
resistenza dei giovani guerrieri stava per cedere: le orde, per
quanto decimate dai tarli, erano pur sempre numerosissime.
Rugger'One
decise che era giunto il momento di sfidare corpo a corpo il comandante
dell’esercito avversario.
Inserito
il pilota automatico al camper, che continuava a girare intorno
al piazzale, bevve un sorso della pozione di Zibanix e si lanciò
senza paura al centro della battaglia. Nonostante i tentativi degli
uomini trave di impedirgli di arrivare addosso al loro capo, Rugger'One
gli fu addosso in un batter d’occhio.
Il
combattimento fu senza esclusione di colpi: la maestria nell’arte
della guerra di entrambi i contendenti ne rendeva l’esito assolutamente
incerto: il clamore e la violenza erano tali che tutti gli altri
cessarono di combattere: era chiaro che dall’esito dello scontro
dipendeva l’esito stesso della guerra.
A
un certo punto il Re Tronco eseguì la sua mossa segreta, certo che
gli avrebbe dato la vittoria: non poteva sapere che Rugger'One aveva
studiato alla Sacra Scuola dei Jeppsons e conosceva tutte le tecniche
più segrete di tutti i combattenti. E così, di fronte alla contromossa,
il Re Tronco si trovò inerme, e venne colpito inesorabilmente e
mortalmente. Mentre stava per esalare l’ultimo respiro, e quando
ormai le sue orde si erano disperse alla vista della sua sconfitta,
guardò il prode avversario che gli stava di fronte e, animando l’ultima
delle travi che erano rimaste intatte sul piazzale, la scagliò contro
Rugger'One, che aveva ormai abbassato la guardia, certo dello scampato
pericolo. Mentre il re Tronco moriva il prode Rugger'One cadeva
a terra, tramortito da un terribile colpo alla nuca:subito giunsero
in soccorso i giovani guerrieri e lo portarono dal medico del pianeta.
Dopo lunghe cure e una super razione di fluidus morettus, Rugger'One
si riprese, giusto in tempo per assistere al ritorno delle milizie
dalla “Missione a tempo”, che entrarono nel Pianeta Scrivia ancora
libero e felice.
E
da allora Rugger'One entrò nel mito come il più grande degli eroi. |