Ieri sera ero in cantina a controllare che la mia collezione di bottiglie di Gatorade fosse ben conservata e protetta dal caldo di questi giorni, quando ho scovato, nascosto da un paio di vecchi scarpini, un simpatico manoscritto: la storia di Paradentolo.

Eccola.

Paradentolo era un giovane appassionato di rugby cui la natura aveva donato un fisico none sattamente appropriato per quello sport, almeno per i primi due tempi (per il terzo era pressocchè perfetto).
Una pingue pancetta si intravedeva sotto le sue magliette commemorative di eventi rugbistici nazionali ed internazionali che sfoggiava in tutte le occasioni.

Una lunga serie di peripezie aveva portao il giovane, buono e nobile d'animo, a vivere in stato di semi schiavitù presso la casa di alcuni cugini di quinto grado, rudi omaccioni che giocavano a football americano e alzavano pesi pompando i loro muscoli con quintali di integratori di dubbia provenienza.
Il povero Paradentolo viveva in questo limbo di orrore, impossibilitato a praticare il suo sport preferito e impossibilitato persino a parlarne, in quanto i cuginastri lo picchiavano sistematicamente in gruppo ogniqualvolta il povero giovane provava a tediarli con lunghe disquisizioni sulla superiorità morale del rugby.

Una sera, mentre stava pulendo il camino, dopo aver rassettato le stoviglie e i piatti della cena (più bicchieri che piatti, in quanto i cugini andavano avanti a beveroni multienergetici), il giovane Paradentolo levò una preghiera al cielo: potrò mai un giorno giocare una partita, anche solo di beach rugby?
Tanto forte fu il desiderio, espresso con tanta purezza d'animo, che l'appello venne accolto dal Mago Gilbert, Signore incontrastato dei campi da Rugby dell'Iperuranio che si materializzò dinanzi al giovane paradentolo.

Il giovane, quasi terrorizzato all'apparizione del Mago stava per urlare, quando riconobbe il simbolo del mago e tremante disse: Ma tu sei il mago Gilbert e....ma allora esisti, esisti davvero!!! Cosa fai qui?
E il Mago, sorridendo sornione, disse al giovane: ho uditola tua preghiera, e voglio esaudire il tuo desiderio: Tu giocherai il prossimo torneo di beach rugby.
E dove? Con chi? Come? disse Paradentolo
A Maccarese, con gli All Bluff e in incognito
Maccarese?
Si un posto vicino Roma
All Bluff?
Certo, l'unica squadra con la quale può giocare chiunque ami questo sport sul serio
In incognito?

Certo mio caro, non sei tesserato Fir
E come farò, disse paradentolo? I miei cuginastri non mi fanno andare da nessuna parte, se non a fare la spesa al negozio di integratori alimentari
Il Mago Gilbert rispose: Sabato prossimo li "addormenterò" con un incantesimo che li terrà in un limbo fino alle 20,00 di seracosì tu potrai partecipare al torneo. Ma mi raccomando, Paradentolo, hai tempo fino alle 20,00. Se giocherai bene ti farò parteciparead un altro torneo del circuito laziale,ma bada bene, devi essere a casa per le 20,00

Paradentolo non stava più nella pelle. Iniziò in gran segreto a prepararre la sua attrezzatura: pantaloncini, costume, paradenti, finchè non giunse il grande giorno.
All'alba del sabato si trovò d'incanto sulla spiaggia di Maccarese, sotto lo stand degli All Bluff, con un tizio che gli parlava in napoletano, dicendo: "Uè, tu senti, ti faccio giocare con la maschera di Gambetta Meccanica, pecchè tu non tieni o' cartellino. Va buò?"
Paradentolo annuì, pur non avendo capito nulla, o quasi.
Di colpo si ritrovò in campo con la maglia numero 10 e una maschera che gli trasfigurava il volto, nascondendone le fattezze

Paradentolo si distinse in diverse fasi di gioco, prime fra tutte la turtle ruck; il placcaggio mancato in prima fase con sguardo interrogativo al compagno del tipo "ma come, doveva essere tuo!"; il contatto con pallone rigorosamente sopra la testa; il cambio di direzione repentino con annessa accelerazione bruciante.
Ma si impegnava con un ardore tale che su di lui si posarono gli occhi di una meravigliosa ragazza che si trovava lì, in compagnia di una amica
La giovane, animo puro, sguardo languido, sorriso ammaliante e coscia lunga, conuna ancora scarsa cultura rugbistica e musicale non poté fare a meno di notare questo giovane eroe mascherato che con la sua pancetta discreta combatteva con tutte le sue forze contro bestioni immensi senza tirarsi indietro.

E sentì crescere dentro di sè l'amore. Quello vero. Quello che "move il cielo e l'altre stelle".

Alla fine del torneo si fece coraggio, vinse la sua timidezza e si avvicinò a Paradentolo, con il cuore in gola per l'emozione.
Paradentolo portava ancora la maschera di Gambetta Meccanica.
Lei gli parlò, e tra i due nacque un sentimento bellissimo.
Arianna, così si chiamava la giovane, pendeva letteralmente dalle labbra di Paradentolo, il quale continuava a parlare e parlare di rugby, ogni tanto anche di musica.
Quando ad un tratto, mentre osservava le belle mani di Arianna, il suo sguardo si posò sull'orologio e vide che si avvicinavano le 20,00; Si ricordò le parole del Mago Gilbert e senza dire una parola scappò via.

Arianna era disperata, mentre lo vedeva allontanarsi correndo a tutto spiano, notò che al giovane era caduto per terra un pezzo di gomma fosforescente. Si avvicinò, lo raccolse, e lo mostrò all'amica, che le disse: è un paradenti, lo usano i giocatori per sentirsi protetti.
E' come un'impronta digitale, anzi meglio, può andare bene solo al legittimo proprietario. Conservalo, Arianna, al prossimo torneo , a Latina, ci servirà per trovare il tuo eroe.
Intanto paradentolo era riuscito a tornare in tempo a casa e si era rituffato in quell'incubo che era la sua quotidianità, tra integratori, polverine e racconti di football americano. Ma il suo pensiero correva al torneo appena concluso, al beach rugby, agli all bluff, ai canti e ai balli, ma soprattutto a lei, ad Arianna, e pregò di poterla rivedere. Finchè venne il giorno del torneo di Latina.

Il Mago Gilbert incatenò nuovamente i cuginastri e Paradentolo si ritrovò allo stand degli All Bluff, con Spider Max che blaterava: E mò che si fà? Gambetta Meccanica ha voluto indietro la sua maschera, ha detto che gli roviniamo il curriculum se facciamo giocare laprima pippa che si presenta sotto le sue sembianze. E mo come ti faccio giocare? Senti, ho un'idea, tengo 'nu paio e' Reibannn dell'anteguerra,che sembrano proprio una mascherina di carnevale e ti coprono tutta la faccia. Ti faccio giocare con quelli, tanto nessuno ti riconosce.

Tanto disse e tanto fece che Paradentolo scese in campo, e si distinse ancora per furore e passione.

Ma gli occhiali gli nascondevano talmente tanto il volto che Arianna, che tra il pubblico osservava attentamente, non lo riconobbe.Del resto tutti gli All Bluff giocavano mascherati, per celare la loro doppia identità di W-men.
Alla fine del torneo arianna si avvicinò allo stand degli All Bluff.Paradentolo tremava, sapeva in cuor suo che sarebbe stato impossibile per lui vivere il suo amore: i cuginastri non lo avrebbero lasciatolibero di andar via. Per cui si nascondeva dietro i grandi Ray Ban verdi, finchè ad un tratto Arianna riunì tutti gli all bluff, che obbedivano ciecamente a Speedy Cry, e chiese loro di sottoporsi ad una prova.

Gli all Bluff, sotto la minaccia di non bere gatorade per tre tornei di seguito, si piegarono alla richiesta.Arianna tirò fuori il paradenti, chiese a tutti di togliersi le maschere e iniziò a far provare i paradenti a ciascuno di loro.
Immaginate come fosse contento l'ultimo della fila, che al solo pensiero di ficcarsi in bocca una cosa masticata da altri 12, si sentiva morire.

Il primo fu Sergio O'Beach, dopo toccò a Psycho, a Porno Star, al Principe, giunto il turno di Paradentolo, Speedy Cry sussurrò all'orecchio di Arianna.

"Amica mia, speriamo non sia questo".Ma Arianna disse: "ma come, è tanto tenero, e il suo sguardo sincero ispira sentimenti buoni". E porse il paradenti al giovane.
E come d'incanto il paradenti calzò perfettamente.
A quel punto Arianna lo abbracciò, ma Paradentolo fece per fuggire, dicendole: noi non potremo mai vivere il nostro amore, i miei cugini mi tengono prigioniero e non potrò mai prenderti in moglie!!!
Gli occhi di Arianna si riempirono di lacrime. Ma ad un tratto un tuono squarciò il cielo, ed apparve il Mago Gilbert, insieme al Sacro Jeppo e al Professor W: "miei cari ragazzi, il vostro amore è così puro che darvi una possibilità di viverlo è quasi un obbligo".
"Tu, Paradentolo, verrai su Wupland. Un W-man ti donerà una delle sue identità. Scegli se essere Bibo Wallace o Bibo turtle"
"Ai tuoi cugini penserò io" disse il mago Gilbert. Li manderò presso il tempio del Sacro Jeppo che li guarirà dalle loro stupide manie e insegnerà loro un vero gioco con la palla ovale.

E d'improvviso tutti si ritrovarono su Wupland e vissero felici e contenti, anche se le cose si stanno incasinando un pochino...

Ma questa è un'altra storia...