A quel tempo, su Wupland, i W - men si godevano la serena e gioiosa atmosfera che imperava in tutto l'universo.
Il numero degli adepti del Professor W era cresciuto, Bibo (nella sua doppia identità)e Arianna vivevano con i coniugi Spider e O'Beach, Super Jeppo era un ospite fisso, Rugger'One faceva spola tra la sua dimora abituale e Wupland e altri supereroi si erano manifestati e uniti al gruppo.

Psicho era indubbiamente il più inquieto di tutti, non riusciva a stare fermo un attimo, memore del periodo della sua vita terrestre in cui viaggiava su e giù per una terra chiamata Italia, su un bus a due piani, sciroppandosi 1660 km nel week end lungo una pista perigliosa e tortuosa che gli italioti osavano chiamare autostrada.
Per uno come lui il periodo di quiete era durato troppo a lungo: decise così di "inventarsi" qualcosa. A quel tempo una larga parte di Wupland era praticamente inesplorata.: nelle antiche scritture si narrava di luoghi meravigliosi e magici, di laghi fatati che erano un "cancello" nel tempo, di grotte che sprofondavano nelle tenebre per poi risalire verso terre mai conosciute e calcate da piede umano.

L'occasione era appetitosa. Decise che era giunto il momento di toccare con mano la veridicità delle scritture. Senza esitazione raggiunse Silver Sola e Rugger'One e li coinvolse nella spedizione. Li trovò entusiasti e pronti a partire "Purchè" disse Silver Sola "si possa partire con un'ora di ritardo", "Per non perdere il mio buon nome, so che capirete" aggiunse sorridendo.
Detto fatto: un'ora dopo i nostri eroi erano in marcia zaino in spalla e borracce piene di fluidus morettus. Silver Sola non potè fare a meno di portare con se il cellulare, al quale, rigorosamente non rispondeva mai.
Dopo giorni di viaggio giunsero all'imboccatura di una valle meravigliosa, sul fondo della quale brillava il luccichio della superficie di un lago. Attoniti alla vista di tale spettacolo i tre si diressero verso la grande massa d'acqua e, giunti sulla riva, si tuffarono senza nemmeno spogliarsi.
Ecco che d'improvviso un vortice avvolse i loro corpi e furono trascinati verso il fondo. Ogni tentativo di resistere era inutile : è il momento della fine, pensarono, un attimo prima di perdere i sensi.

Con grande sorpresa si risvegliarono sulla riva del lago, tutto sembrava identico a pochi istanti prima, ma c'era qualcosa di strano. D'un tratto udirono delle voci, si voltarono e si trovarono davanti a degli uomini vestiti come antichi greci. Rugger'One, eroe della logistica e custode del segreto del fluidus morettus, aveva abitato in Magna Grecia all'alba dei tempi. Era in grado di parlare qualunque lingua conosciuta nell'universo e anche qualcuna in più: senza esitazione iniziò a parlare con i neoarrivati.

Dopo breve conversazione si rivolse ai suoi due compagni dicendo: "Il lago era uno di quei cancelli spazio - temporali. Siamo finiti nell'antica Grecia. Siamo i benvenuti: ho spiegato chi siamo e da dove veniamo. I nostri amici non sembrano sorpresi: sono abituati a fenomeni soprannaturali, qui uomini e dei intrecciano le loro esistenze come se nulla fosse".
Psicho e Silver Sola lo guardavano dubbiosi. Rugger'One continuò "Sapete, amici, qui giocano uno sport molto simile al nostro rugby. Giocano con una palla di pezza, dono che un certo Ulisse portò al figlio dopo un viaggio di 20 anni (taccagno). I nostri amici stanno andando a vedere una partita, su una spiaggia, qui vicino. Pare che ci sia un giocatore formidabile. Che tutti chiamano il Sirenetto."

"Andiamo con loro e osserviamo 'sto fenomeno" "disse Psicho.
"Lo placcherei volentieri" aggiunse, aspirando consonanti e vocali, Silver Sola.
"Forse avremo l'occasione, il torneo è open e si gioca in 5. Se recuperiamo qualcuno possiamo anche iscriverci". Disse sorridendo Rugger'One.
Giunti sulla spiaggia i tre constatarono con i propri occhi che il Sirenetto era davvero bravo. Il gioco era quasi identico al beach rugby, se non fosse stato per la forma della palla di pezza.
Alla fine del primo incontro il Sirenetto si avvicinò ai tre W-men salutandoli caldamente. Era di nobile aspetto, gentile e parlava svariate lingue. Preferiva esprimersi in latino e così fece. Rugger'One traduceva simultaneamente. Egli appariva assetato così Psicho gli offrì la sua borraccia di fluidus morettus. Il Sirenetto ne bevve una lunga sorsata e, sorridendo, disse: "Ma è fantastica, cos'è? Ha il sapore più buono che abbia mai provato"
"E' fluidus morettus" disse Psicho "il suo segreto è custodito da Rugger'One. "
"Fantastico, mi fa andare a tutta birra" disse il Sirenetto; "A tutta birra? E che significa? "soggiunse Silver Sola.
E il Sirenetto: "Non so, ma mi sembrava una bella espressione. Suona bene, non credete? Andiamo a tutta birra. Su ragazzi, andiamo a tutta birra." "Senti, Rugger'One, potremmo chiamare il tuo fluido "birra"?" "Suona bene, no?"
"Ma si certo, Sirenetto, è un bel nome. Se ti piace così tanto te ne lasceremo una borraccia. Ma dimmi, possiamo giocare una partita con te?"
"Certo, basta trovare il 5 giocatore" rispose il Sirenetto.
"Nessun problema, Psicho può materializzare uno dei suoi alter ego da
schizofrenico, che ne pensi?"
E giocarono una partita memorabile. Alla fine del match Psicho e il Sirenetto ebbero un piccolo "battibecco" su chi realmente fosse il metaman del match (Psicho voleva cumulare le mete sue e del suo alter ego).
Intervenne Rugger'One con la "birra" e tutto venne risolto.
Giunse il momento dei saluti. Il Sirenetto non voleva lasciare andare via i nuovi amici. Sentiva una affinità con i W-men che pensare ad un distacco da loro era dolorosissimo. E come avrebbe fatto senza il fluido di Rugger'One?
Si rivolse ai tre chiedendo di poter andare con loro. "Nessun problema" disse Silver Sola.
"E invece, no" tuonò una voce alle loro spalle. Era un vecchio, di nobile aspetto, che si era avvicinato in silenzio.
"Sirenetto, tu non puoi abbandonare la terra che ti ospita. Tu sei stato cresciuto da Ulisse, che ti sottrasse, cucciolo, dalle grinfie delle Sirene, che avevano affondato la nave sulla quale viaggiavi. Per questo tutti ti chiamano il Sirenetto.Tu non lo sai, ma sei un semidio, figlio di un dio e di un essere umano. Sei come Achille, forte, quasi invincibile, ma con un
punto debole. Finchè resterai qui nulla potrà ferirti, ma se lascerai questa terra il tuo punto debole verrà alla luce e potrebbe essere la fine per te".
"Ma io userò le scarpe da mischia, il mio tallone sarà coperto" disse il Sirenetto con voce tremante.
"Eh no, mio caro. Il tuo punto debole non è il tallone, ma il collo. Come farai a proteggerlo. E se giocherai seconda linea come potrai evitare di esporlo a pericoli enormi?" disse il vecchio.
"Non so, ma non posso abbandonare i miei nuovi amici. I nostri spiriti sono vicini. Voglio andare su Wupland, voglio giocare il rugby e bere la "birra".
E se dovrò soffrire lo farò pe runa giusta causa." Rispose il Sirenetto.
"Vai allora, figliolo, ma ricorda di proteggere il tuo collo. Contribuisci alla diffusione del rugby e veglia sull'universo insieme a questi prodi. E bevi della birra anche per noi. Manterrai intatti i tuoi poteri da semidio, e porterai una ventata di gioia e cultura su Wupland. Buon viaggio" disse il vecchio sparendo nelle tenebre.

I quattro si misero subito in viaggio, giunsero al lago, si tuffarono e subito furono avvolti dal vortice. Si risvegliarono su Wupland nella valle incantata. Silver Sola decise di chiamare uno dei suo taxi siderali, che arrivò con un'ora e mezza di ritardo, ma che li trasportò alla dimora dei W-men in pochi minuti.
Giunti dal Professor W presentarono il Sirenetto , che parlò loro della sua terra, del suo collo e di una strana leggenda che aveva udito da alcuni viaggiatori, Ovalix e Mauix, su un giocatore di un gioco simile al rugby, che sembrava invincibile e che deteneva il potere della Mazza di Flumenix.
Ma questa, si sa, è un'altra storia.