Erano passate molte lune da quando O'Beach, l'alieno, aveva "donato" all'universo il pallone da rugby.
Da quel giorno migliaia di partite erano state disputate, centinaia di squadre erano nate, tanti campioni si erano affermati in quello che era considerato lo sport più bello dell'universo.
Il Beach Rugby imperava durante i caldi mesi d'estate e il rugby a 15 impreziosiva le domeniche invernali di quel sapore ancestrale della "lotta per la sopravvivenza". Il touchè allietava le riunioni di amici lontani e le domeniche al parco di tanti ragazzini.
Insomma, il rugby era lo sport per tutte le stagioni.
Il Professor W si godeva beato un lungo periodo di pace e prosperità: su Wupland filava tutto liscio come l'olio e i W-men non erano ancora tornati dal loro viaggio nell'ultraspazio, verso la Bassa Terra di Scrivia, nel regno di Rugger'One, custode del segreto del fluidus morettus.
Cominciò a vagare con la mente in giro per il mondo, quando la sua attenzione fu attirata dalla figura di un giovane che passeggiava sulla spiaggia di Torvajanica, con una maglia da rugby azzurra, un libro in inglese e un elenco di giocatori. Indossava un cappello con scritto su "Co-capitano" e cantava ad alta voce tante bellissime canzoni di rugby.
Il Professor W cominciò ad osservarlo: bruciava di passione per il rugby, in tutte le sue forme, era colto, nobile d'animo, parlava e scriveva in perfetto italiano. Conosceva regole, giocatori, allenatori, era amato da tutti i suoi compagni di squadra. Era un fantastico narratore, ma lui non voleva giocare assolutamente.
Il Professore decise di seguirlo a lungo.
Ne osservò le gesta durante il torneo: era un organizzatore perfetto, teneva tutto sotto controllo. Riusciva a muoversi tra i meandri dei regolamenti con sorprendente abilità: riusciva a far giocare chiunque, senza cartellino, senza documento, senza maglietta. Era un vero mito. Ma di giocare non ne voleva sentir parlare.
Finito il torneo partecipò al terzo tempo, ma non bevevo, cantava, rideva, ma non bevevo con nessuno. Il suo nome, per tutti, era Bibo Turtle, che gli derivava da una tecnica di ruck che aveva importato dalla Sacra Scuola di Jeppson.
Calò la notte. La spiaggia si vuotava lentamente. Gli ultimi partecipanti al torneo, un po' brilli, salutarono e andarono a casa, scortati da mogli e fidanzate.che ne guidavano le macchine.
Bibo Turtle si avviò verso il mare, si accucciò sotto alcune barche e si addormentò.
Il Professore distolse la sua attenzione per un attimo, ma immediatamente fu attirato da un bagliore immane e da un tuono fragoroso.
Da dietro le barche, proprio dove Bibo Turtle si era addormentato saltò fuori un essere imponente. Biondo, alto, muscoloso, stringeva in mano un pallone da Beach Rugby, proferiva parole in italiano sgrammaticato e sembrava in grado di sconfiggere, da solo, una intera squadra da beach Rugby.
Che stava succedendo? Il Professore decise di capirne di più.
Decise di "servirsi" di una gentilissima fanciulla, bella e dolce come poche per parlare con lo strano personaggio. La giovane si avvicinò al guerriero ( che urlava a più non posso: "Il torneo, dov'è il torneo, io voglio giocare, devo giocare") e gli chiese
"Perché ti disperi, mio prode guerriero, il torneo si gioca di giorno, non di notte. Sei arrivato in ritardo, ma non preoccuparti. Sabato prossimo, alle 9,00 potrai disputarne un altro, in qualche parte d'Italia".
Al suono di questa voce gentile il guerriero placò la sua furia. Guardò la fanciulla e le disse: "Io sono Bibo Wallace, discendente della stirpe dei guerrieri di Scozia. Sono il giocatore più forte del mondo, ma sono vittima di un sortilegio malefico. Anni fa osai sfidare il Signore dei Ciambelli, distruggendone la biblioteca, piena di libri contenenti formule malefiche. E lui . per vendetta, ha relegato me e il mio gemello, Bibo Turtle, in questo incantesimo. Di giorno io sono Bibo Turtle, fine esegeta del rugby, che non vuole giocare e che vive il rugby da organizzatore. Di notte sono Bibo Wallace, ardito giocatore di beach senza un torneo. E' una tremenda maledizione. Io non avrò mai una partita da giocare, chi mi salverà"
La dolce fanciulla disse "Mio prode guerriero, io sento il tuo dolore, ma come posso aiutarti?"
Bibo Wallace, distrutto le chiese" Qual è il tuo nome, dolce creatura"
"Arianna" rispose la fanciulla.
"Che nome soave!!!! Vedi, mia dolce Arianna, il sortilegio è tremendo. Per uscirne dovremo perire o io oil mio gemello,e questa è una cosa che non sopporto. Resteremo per sempre prigionieri di questa alternanza"
Alla fanciulla si strinse il cuore. Aveva conosciuto anche Bibo Turtle e ne aveva amato i modi e la cultura. Del guerriero, sgrammaticato e barbaro, amava la passione per la lotta e la voglia di giocare. Il solo pensiero di non poter più vedere uno dei due la faceva precipitare in un baratro di disperazione.
Da parte sua il guerriero iniziò a provare un amore smisurato per la fanciulla, ma anche lui non poteva minimamente pensare di liberarsi del sortilegio decretando la fine del suo gemello.
La situazione era disperata.
Attesero la luce del giorno insieme: quando i primi raggi di sole colpirono il guerriero questi si trasformò in Bibo Turtle, che a sua volta , vista Arianna, la amò immensamente.
Parlarono tutto il giorno, ma la conclusione era la medesima del guerriero: non poteva condannare a morte il fratello nemmeno per amore.
Il Professor W osservava questa situazione con grande tristezza. Sentiva in cuor suo che doveva fare qualcosa, ma non sapeva cosa.
Gli venne in soccorso dall'Inghilterra il prode Super Jeppo, Venerabile Maestro della Sacra Scuola dei Jeppsons. Insieme studiarono le magiche scritture dei saggi del passato e, dopo estenuanti ricerche, trovarono una soluzione. Era la vigilia del Torneo di Porto San Giorgio, la congiunzione astrale tra i pianeti della Galassia di Wupalnd era perfetta. Il rito magico che avrebbe liberato i gemelli dal sortilegio poteva essere svolto. Il rito ebbe inizio: Il Professore e Super Jeppo seguirono passo per passo il rituale. Proprio al calare delle tenebre giunsero all'atto finale. Quando, a causa del sortilegio, Bibo Turtle stava per lasciare il posto a Bibo Wallace, il rito della Sacra Scuola dei Jeppsons giunse al termine.
Tra tuoni e fulmini una tempesta di sabbia avvolse il corpo mutante di Bibo Turtle. Si udirono delle urla strazianti.
Arianna guardava con orrore questa scena, certa, in cuor suo, che avrebbe perso i due amori della sua vita. In sogno aveva confidato al Professor W di amare in loro aspetti diversi e che l'idea di privarsi di uno di loro due l'avrebbe fatta morire. E il suono di quelle urla le lasciava poche speranze. Quale sarebbe stato il risultato del rito. E come avrebbe potuto amare per sempre due uomini?
Di colpo la tempesta si quietò. Le urla cessarono, i tuoni e i fulmini sparirono dal cielo lasciando il posto ad un tripudio di stelle luminose.
Da dietro un gruppo di barche venne fuori un giovane, di carnagione scura, dal sorriso accattivante, che indossava un paio di Ray Ban a goccia, e che senza esitazione si diresse verso Arianna. Lei non lo aveva mai visto, ma appena gli fu vicina, prima ancora che questi aprisse bocca, disse: "Io ti riconosco, anzi, vi riconosco. Nel profondo dei tuoi occhi io ritrovo i miei due amori, riuniti in un unico uomo. Tu sei, insieme, Bibo Turtle e Bibo Wallace, il fine conoscitore della teoria e colui che arde dal desiderio di giocare"
Il giovane la guardò, con gli occhi pieni d'amore e le disse"Si , hai ragione, è proprio così. Era l'unico modo di rompere l'incantesimo del Signore dei Ciambelli. In me vivono i due gemelli. Solo che non era possibile mantenerne intatte le caratteristiche. Io sono una perfetta media dei due. Conosco il rugby e ho voglia di giocarlo, non sono un campione e non sono il migliore allenatore/organizzatore del mondo. Ma divulgherò questo sport per quanto mi è possibile e lo giocherò per come mi è possibile, eseguendo sempre e comunque la Turtle Ruck, segno indelebile del mio passato Ma in cambio avrò te, mio amore. E ti sposerò, non solo perché ti amo, ma anche perché hai un fratello siciliano………"
E subito furono trasportati su Wupland dal Professore, che li accolse come dei figli, insieme a Super Jeppo.
Disse a Bibo che, all'occorrenza, sarebbe stato di nuovo Bibo Wallace, ma con dei superpoteri per difendere il mondo, e rassicurò Arianna sull'impossibilità che il suo amato potesse cadere di nuovo vittima del sortilegio.
E tutti insieme attesero il ritorno dei W-men dalla Bassa terra di Scrivia, cosicché potessero raccontare dell'incontro con Rugger'One, ma questa, dicono gli antichi, è un'altra storia.