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Anche oggi sono in panchina
ad indossare la maglia dell'Edera Legend Rugby Forlì, è
la quarta volta dall'inizio del campionato, ma rispetto alle altre
volte ci sono alcune novità: questa settimana 4 allenamenti
invece di 3, e senza risprarmiarsi, tanto vuoi che Paolo, l'allenatore,
mi faccia scendere in campo contro il temibile San Benedetto del
Tronto, che all'andata ci ha battuto! Stanotte poi ho finito di
lavorare alle 3, intervistando delle emerite teste di cazzo impasticcate,
e appena arrivato a casa un mal di denti che, nonostante due aspirine
e un aulin, non mi ha fatto chiudere occhio per tutto il resto della
notte, ... non c'è che dire sono fresco come una rosa!!!!!E'
una bella giornata, giochiamo in casa, siamo tutti concentrati durante
il riscaldamento, la pressione non cala neanche quando scopriamo
che i nostri avversari sono solo in 12, troppe volte le abbiamo
prese perché abbiamo sottovalutato l'avversario o perché
abbiamo perso la testa. Si comincia, nessuno fa sconti ma la differenza
nel gioco alla mano e la superiorità numerica ci sono e si
vedono, il primo tempo finisce 40 a 5 per noi, all'inizio del secondo
tempo Paolo mi dice "comincia a riscaldarti!" e dopo pochi
minuti entro, esordio assoluto, stagionale e stagionato, dopotuttosono
solo 9 mesi che sono entrato nel rugby giocato e negli .enta, oggi
"poi sono al massimo delle forze".
Eccomi all'ala, quasi sempre sono alla chiusa ma ormai so dove devo
stare e cosa devo fare durante le giocate, ma l'unica volta che
apriamo dalla mia parte sono in ritardo e liscio il passaggio, dannazione!!!!
Il primo placcaggio è tranquillo, il pilone avversario avanza,
lo afferro, la differenza di peso c'è ma lo fermo e lo tengo
lì il necessario fino al sopraggiungere della nostra terza
Rocco, insieme lo scaraventiamo fuori dal campo.
Ad un certo punto l'apertura
del San Benedetto fa un calcio in avanti e sceglie la mia parte,
l'ovale comincia la traiettoria in discesa verso di me, mi è
sempre più vicino, non ho tempo di pensare troppo al fatto
che in ricezione sono un colabrodo e non vorrei essere lì
completamente solo, dietro i miei compagni, la palla arriva e un
"miaaaa!!!!" mi esce dalla bocca, un grido strozzato dal
paradenti. E' sempre più vicina e quando conclude il suo
viaggio e mi arriva addosso stringo le mani al petto e...ce l'ho
fatta! E' nelle mie mani, non mi è cascata in avanti. Sono
più o meno sulla linea dei 22, Lollo, la nostra apertura
mi grida: "Vai Fricico adesso è tutta tua", comincio
a correre, i miei compagni si aprono al mio passaggio, mentre quelli
del San Benedetto si avvicinano sempre di più,
continuo a correre, cambio direzione, sfuggo al primo placcaggio,
cambio di passo e semino il secondo, sono ormai oltre la metà
campo e ho il terzo addosso, mi piego e alzo il braccio sinistro
per ostacolarlo, ce la faccio ma con la coda dell'occhio vedo che
sta arrivando un treno in corsa di lato, è un attimo mi giro
quel che basta per mettere il braccio tra me e lui e ...ricevo la
botta sulla mano anziché sulle costole, tutti sentono un
gran ciocco, io...diciamo che non sento solo il rumore del violento
impatto che mi scaraventa a terra.
Cado, ma non perdo la
palla, la metto subito a disposizione e mi copro la testa visto
che si sta formando una ruck, almeno 2 del San Benedetto sono in
fuorigioco e l'arbitro fischia la punizione per noi. Rocco si china
su di me e fa: "Fricci, tutto a posto?", io mi alzo in
piedi e dico "Sì" e corro a schierarmi. I compagni
dicono "bravo.. bella giocata", sorrisi e cenni di approvazione,
i nostri tifosi in tribuna applaudono e guidati da Giorgiolanciano
a squarciagola un grido: "Bravo Fricico!!".Per rendere
un'idea della botta ecco alcune opinioni raccolte dopo la partita
su questo episodio: Rocco "quello che ti ha messo giù
si è preso una rincorsa di 20 metri, era più grosso
di te, io subito ho pensato.. l'ha spaccato in due", Stefano:
"Oddio, non si alza più!!", Salsiccia e Charlie:
"il tuo attimo di indecisione quando sei arrivato al loro muro
gli ha dato il vantaggio per colpirti, il resto andava bene",
Benedetto (nostro dirigente): "Quando hai preso la palla, ti
si sono illuminati gli occhi, sei partito e hai cominciato a schivarli,
ti si sono ancora più illuminati, poi..hai preso veramente
un colpo molto duro", mio fratello che dalla panchina mi ha
gufato per tutta la galoppata "no, non può essere lui,
non può farcela", al momento della botta si lascia andare
un "Quello era mio fratello..anzi quel che ne resta",
ti pareva ... fortuna che ci sono i parenti ad aver fiducia in te.
La partita continua e
alla fine è 76 a 5 per noi. Nello spogliatoio prendo la maglia
di solito pulita per portarla a casa a lavarla, finalmente è
arrivato il mio turno... la mano che ha ricevuto la botta non fa
male ma comincia a gonfiarsi, dopo qualche ora e molto ghiaccio
sembra quasi un palloncino, il referto del pronto soccorso sarà
"distorsione con 2 (micro)fratture del metacarpo, pazienza...meglio
una mano così che due costole rotte. Ma stavolta mi impunto,
niente gesso ma una stecca alla mano.Dopo il terzo tempo vado a
casa e i miei vedendo la mano gonfia, cominciano la solita filippica
sullo sport da animali, è meglio stare a casa, chi te lo
fa fare, ecc. io guardo la mia maglia n. 24 con la scritta Legend,
sudata e sporca forse oggi un minimo onorata, penso alla partita,
ai compagni, agli avversari, agli allenamenti, allo spogliatoio,
alle sensazioni provate oggi e in tutti questi mesi.. scuoto la
testa e mormoro: "Non potete capire!"
By
Raf UoMorani |