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Che il 2004 sia un anno:
pieno di mete fatte e poche subite,
di tanto reclutamento e pochi abbandoni,
di
bilanci societari un po’ meno rossi e di avversari fatti
un po’ piu neri,
di inni nazionali cantati prima delle partite ma anche dopo, per
festeggiare le vittorie azzurre,
di una famiglia che si allarga ma che al tempo stesso di stringe,
di
tante favole come quella di Congalie e pochi litigi tra i Club della
stessa
città.
Tanti auguri
ha chi ha stretto tra le mani un pallone da rugby, a chi lo vorrebbe
stringere ed a chi, senza saperlo ra, domani
lo stringerà.
Roberto FERRARIO |